Residenza privata di una storica famiglia sorrentina, la “Villa Antiche Mura” regala una vista mozzafiato della Baia di Napoli e del Monte Vesuvio.
Le sue due terrazze a picco sul mare offrono una vista panoramica della suggestiva e spettacolare “baia delle Sirene”.
La baia prende il suo nome dalla descrizione di Omero nell’Odissea, essendo il luogo in cui si narra che Ulisse abbia incontrato l’assordante canto delle sirene.
“…Appena Odisseo ha riferito ai compagni le istruzioni di Circe e ha spiegato loro lo stratagemma che dovranno mettere in atto per resistere al fascino delle Sirene, la nave arrivò all’isola delle pericolose creature.
Così egli si fece legare per le mani e per i piedi al basamento dell’albero e fece mettere della cera nelle orecchie dei compagni per cercare di resistere alle tentazioni suscitate dal canto delle Sirene.
Lo stratagemma funzionò; infatti, pochi attimi dopo la voce delle Sirene non giungeva più, e lui seppe di essere salvo…”[Odissea libro XII,versi 165-200]
Dei cenni riguardo tale baia si trovano anche tra gli scritti del poeta Stazio:
A colui che, navigando verso occidente, doppiava il capo roccioso del tempio delle Sirene, si apriva un’insenatura marina, dove
"...in un’ incredibile baia ricurva
le onde del mare si frangono qua e là sugli scogli
sporgenti. Divide le rocce una spiaggia piatta, bagnata
dai flutti e che si staglia all’ interno fra rupi a strapiombo..."
Questa descrizione, che il poeta Stazio fa del Golfo, in cui si elevava la villa del suo protettore ed amico, il ricco puteolano Pollius, si adatta ancora oggi perfettamente all’insenatura tra i capi di Sorrento e di Massa.
Così il poeta racconta del suo soggiorno a Punta del Capo di Sorrento:
...A mezzo tra gli scogli noti col nome delle Sirene (Sorrento) e le rupi gravate dal tempio di Minerva Tirrena (Punta della Campanella), proprio dov’è un campo sacro a Bromo lungo le cui alture matura uva che non invidia i torchi falerno, s’innalza una villa, la quale, dal basso, guarda Pozzuoli.
Qui me ne venni io, subito dopo le feste quinquennali di Napoli [...] sedotto dalla cortese insistenza di Pollio e dalla grazia giovanile della splendida Polla.
[...] Il mare si fa strada fra gli scogli e subito viene accolto dal placido asilo del nido; questo s’incurva a guisa di falce lunare ed è chiuso dall’abbraccio delle rocce. Infatti qui il monte si ritira un po’, in modo che la spiaggia può infiltrarsi fra le sue propaggini scoscese e sassose…
Vi auguriamo di poter godere insieme a noi di queste splendide meraviglie…
Gianluca e Concetta
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